Dichiarazione d’intenti

Azione. 2012-04-17, Performance, Uncategorized

Tesi. Sono tesi gli animi al giusto accogliere il passato, cristallizzato in consapevolezza in un presente che è corda tesa verso il futuro. Tesi. Sono parole affisse, martedì 17 aprile 2012, a Lecce nei luoghi della non attenzione, nei luoghi preposti all’ascolto che dimenticano la loro funzione e si fondono nel ristagno di una società della frivolezza, della leggerezza estrema ad ogni costo, anche quando tutto va male. Coniugare il contesto storico con la dimensione passata, con la dimensione culturale esautorata.

Tesi. Sono parole affisse un martedì di un 17 aprile 2012, a Lecce, nei luoghi della non attenzione, per reclamare spazi di dialogo, confronto, discussione, per non anestetizzare ulteriormente la narcosi sociale.

Il testo dell’affissione:

Contrabbando poetico. All’azione. Nell’azione. In azione. Per l’azione. New action. Quotidianità e stratificazione. Flusso continuato dell’esistenza. Delle giornate. E dei cieli cancerogeni. Ammantati di niente. Sui nostri occhi. «Mentre le colline passano. E sfumano al cielo rosso della battaglia. Mentre le ore deragliano. Mentre gli oceani s’infrangono. E palpita la vita. Nel caldo petto di una nuova generazione. Armatevi poeti. Delle vostre parole» – ai faccendieri che imbrattano ogni cosa, agli arrampicatori sociali districati in un individualismo borbonico di seconda mano, a chi si destreggia nel discorso pavoneggiandosi non per dialogo e confronto, ma per imporre una schopenhaueriana parvenza di ragione e vittoria costruita sul nulla, agli editorini che speculano sui Poeti violentandone la memoria, agli scaffali che si riempiono di libri solo dopo la morte degli autori, ai poetini della domenica che ingolfano la dimensione culturale in cui viviamo, al loro forzato stringersi la mano ed appiccicare sorrisi falsi e recensioni amorevolmente riprovevoli ovunque capiti, ai giornali che degradano la cultura proponendo mai ricerca, mai avversione, ma solo autorini già ingabbiati nell’oblio dalla loro non scrittura, agli studenti che cambian pelle appiccicando sorrisi ovunque, pronti a saltare da una parte all’altra del carrozzone per racimolare convenienze e occasioni squallide, agli Scurati che marciano su deserti di inediti. Per questo, e per questa nostra terra decapitata dalla sua assenza di peso geo-politico sulla cartina culturale (e non solo), per questa nostra terra venduta dai suoi stessi cittadini come carne da macello, per chi ci ha tolto il futuro con anni di loschi giochi di potere. Armatevi poeti, delle vostre parole. Vogliamo uno spazio culturale come una sassaiola, come grandine, non di temporale, ma di eruttante dinamite, che possa riappropriarsi della sua funzione sociale, di chi scende a sporcarsi le mani, non con gli affari loschi del potere, ma con le parole logore dell’esistenza. Armatevi poeti, delle vostre parole. Armatevi poeti, delle vostre parole. A chi ha perso il clamore di un tempo, a chi non l’ha mai avuto, a chi potrebbe ritrovarlo. Ai Verri, Toma, Bodini, Pagano, Ruggeri, destituiti della loro potenza significante, sostituiti con poetini rancidi, pronti ad elemosinare parole al mercato grasso dei poteri. A loro che poeti sono stati e sono ignorati, perché svenduti da una terra che non li ha mai riconosciuti, sempre pronta a vendersi il culo per le necessità avide di alcuni. A chi ha dimenticato che spingere «gli amici di» è cosa diversa dal proporsi con spirito critico che osserva le cose. Protesta, protesta, protesta. Armatevi poeti, delle vostre parole.

«Grazie per non sostenere la pace sociale. Grazie. Per non sostenere la pace sociale»(cit., Starfuckers)

Contrabbando Poetico
Lecce, 2012/04/04

Per comunicare adesioni scrivere a: contrabbandopoetico@libero.it

Quotidiano, Lecce

Ateneo, Lecce

Ateneo, Lecce

Gazzetta del Mezzogiorno, Lecce

Palazzo Parlangeli, Lecce

_Ho ancora addosso il silenzio

Ho ancora addosso il silenzio, Performance, Uncategorized

Un centro storico nel  bilico costante fra il recupero di sé e la contemporaneità di un processo propositivo dell’arte coerente e costante. Un vicolo. Luci soffuse di uno spazio a metà fra le Caves parigine degli anni ’50 e I Sotterranei di Kerouac. Sono I Sotterranei, circolo Arci di Copertino (LE), che hanno ospitato il Putan Club a cura di François R. Cambuzat de L’Enfance Rouge nelle serate del 15 e 16 marzo 2012.

Nella serata di venerdì 16 marzo Contrabbando Poetico ha presentato, in una versione ridotta, la performance Ho ancora addosso il silenzio, sviluppata da Cristiano Caggiula, Roberta Gaetani, Francesco Aprile, realizzata, durante la seconda serata del Putan Club, da Francesco Aprile, Roberta Gaetani e Cristiano Metrangolo (Teenage Riot), immersa negli immancabili suoni di François R. Cambuzat e degli altri musicisti intervenuti nel corso della serata.

Alla chiamata socio-politica, mediata dalla condizione poietica e musicale, del Putan Club di François R. Cambuzat, Contrabbando Poetico ha risposto con una performance sonora che richiama a sé, nell’uso del megafono come veicolo della parola, scenari urbani di contestazione socio-politica, mediando il linguaggio poetico attraverso il megafono posizionato in determinate occasioni a ridosso delle corde musicali di una chitarra, nell’occasione suonata da Cristiano Metrangolo, ottenendo la modulazione della parola suoi suoni stessi dello strumento musicale. Un percorso di desemantizzazione del linguaggio che pone la parola non più su di una corsia parallela a quella del suono, ma mira ad allestire un tappeto sonoro unico, stratificato, volto alla manipolazione del significante per mezzo degli effetti della chitarra, come ad esempio l’uso del delay, destituendo la parola e tutto il suo sistema di segni dalla convenzione di una qualsiasi significazione, desemantizzando, appunto, restituendola ad una condizione precedente all’atto cosciente dell’addomesticazione umana contemporanea, alimentando un percorso liberatorio del ritmo, della manifestazione sonora del linguaggio, che risulta ripulito dai condizionamenti quotidiani.

Crediamo nel linguaggio come sedimentazione dell’anthropos.

Performance_ Ho ancora addosso il silenzio, 2012-03-16
Ideazione_
Cristiano Caggiula, Roberta Gaetani, Francesco Aprile
Prima realizzazione, seppur ridotta_
Francesco Aprile (voce, megafono, testi), Cristiano Caggiula (testi), Roberta Gaetani (basso), Cristiano Metrangolo (chitarra).

Contrabbando Poetico_ 2012-03-17

Affittasi Versi

Affittasi Versi, Performance, Uncategorized

Affittasi Versi, pratiche di comunicazione urbana volte all’intrusione, al richiamo, al volgere l’indifferenza quotidiana verso un concretare esperienze d’interazione sociale, del tendersi all’ascolto del previsto, del non previsto. Un’azione del gruppo di Contrabbando Poetico, dal gennaio 2012 fra Lecce e Roma.

Dal gennaio 2012 Contrabbando Poetico è in giro nei non luoghi leccesi e romani con un’azione performativa dal titolo Affittasi Versi, che sfrutta lo schema tipico attraverso il quale, solitamente, si pubblicizzano camere da affittare per studenti e non, nel caso specifico dell’azione di CP esasperando la condizione puramente strumentale di questo tipo di comunicazione, per ottenere un suo rivolgimento totale, attirando l’attenzione per modificazioni sostanziali del ritmo dello scorrimento-flusso della folla – il mcluhaniano ritmo insito nei media, un richiamo, una richiesta che spinge ad intercettare uno spaccato quotidiano diverso, che non cerca di vendere nulla, quindi non strumentale, ma che è una réclame puramente volta al piantare semi diversi, quelli di una quotidiana ricerca dell’alterità, del corpo husserliano che riconosce l’altro, per salvaguardare la condizione umana stritolata da un sistema in fallimento.

Nella foto, sopra, Affittasi Versi a Lecce.

Affittasi Versi in treno, a Roma.

Affittasi Versi in metropolitana, a Roma.

Affittasi Versi, Palazzo Codacci Pisanelli, Ateneo, Lecce.

Affittasi Versi, Lecce.

Affittasi Versi, La Sapienza, Roma.

Liberare la poiesi

banconote, Performance

Scrivete Contrabbando Poetico sulle vostre banconote

De-Noted. O l’arte di scrivere, disegnare, sulle banconote. Le vecchie lire ne conservano ancora il ricordo nella nostra memoria. Le vecchie lire. E gli appunti al volo sulla carta morbida dell’oggettivazione nostra quotidiana. In Alaska il Salty Dawg Saloon si presenta con le pareti completamente tappezzate da banconote firmate dai clienti. Fra il 2010 e il 2011 in Italia si scatena la protesta anti-berlusconiana a suon di slogan “Berlusconi dimettiti” trascritti sulle banconote, mentre a Padova gli studenti in protesta trasmettevano i loro slogan, sempre sulle banconote, “Senza di Noi Padova muore”.

De-Noted. O dello scrivere e lasciare traccia di sé. Il mezzo ad alta circolazione che estrinseca il concetto di diffusione dalle logiche “mercatali” da provincia dilatata e provoca, grida, senza voce, del non inaridirsi, del non arrendersi a logiche che estenuanti stillano via l’essenza del ritmo vitale. E si affida, la poiesi, al non credere che logiche di mercato segnino il corso delle nostre esistenze. Al non credere. Al non farsi scorrere addosso. Logiche di mercato ci mostrano quanto dinamiche irrazionali legate al bombardamento massmediatico – anche – masturbino l’escandescenza economica mondiale tratteggiando, appunto, una descrizione irrazionale, a tratti, del mercato affidato a logicismi estremi e dirottato a mezzo di manipolazione pubblicitaria su dinamiche alterate dell’irrazionale quotidiano, incanalato, però, sulle frequenze economiche dell’imperativo del comprare. E si scatena l’irrazionale quotidiano sulle tracce di un raziocinio estremizzato manipolato sulle frequenze di un principio di fedeltà alla marca che, complesso, a più dimensioni, battezza i nostri gesti verso atteggiamenti favorevoli e forti preferenze dettate dalla pelle, dinamica, del terzo millennio, la marca, e le astruse leggi del mercato che soppiantano la pelle dell’individuo. Paul Watzlawick in “Pragmatica della comunicazione umana” delinea gli assiomi della comunicazione per cui, secondo lo stesso, non può non esistere comunicazione in quanto ogni comportamento invia un segnale. Per Simmel ogni persona risulta essere in relazione con gli altri e, in virtù di questo, l’essere si esplicita nella reciprocità mutuata dallo scambio in quel concetto di oggettivazione del desiderio che il denaro viene a rappresentare. Il desiderio, smarrita la componente soggettivairrazionale, si manifesta per effetto dello scambio di denaro, o dell’oggettivazione del desiderio, nella mutata materia dei “sogni”. La società che, tramite bombardamento mediatico, trasforma l’irrazionale, che nella mente si cela in quel rapporto fra uomo e mondo, in manipolazione logica derivata da strategie di mercato delinea, anche, l’annichilimento del soggetto in virtù di quel portare alle sue estreme conseguenze l’individualismo da metropoli, da villaggio globale – unificato appunto, e scioglie e cancella l’unicità dell’aura che avvolge il desiderio esplicitato nell’oggettivazione della spersonifacazione: il denaro o del desiderio del terzo millennio. Procedere attraverso una pratica di destrutturazione di una certa pragmatica del desiderio, liberare il denaro dalle gabbie speculative di strutturazioni logistiche che annullano il desiderio in virtù della sua oggettivazione meccanica, restituirlo, dunque, ad una pratica poietica destabilizzata che in un contesto sociale schematizzato scontorna il desiderio da una oggettivazione meccanica per portarlo sull’unicità soggettiva propria di quel concetto di felicità che è comune denominatore della pratica quotidiana del desiderio, inchiostrandolo attraverso una circolazione deoggettivata a comuni pratiche di responsabilizzazione civica e continua ricerca dell’altro.

Emanuel Carnevali, genio poetico del ‘900, che faceva lo sguattero nelle cucine d’America, non era, come potrebbe essere pensato oggi il poeta maledetto; non costruiamo favole sulle ceneri dei poeti. Era la pratica. La costanza. Minimal. La consistenza scarna, scabra. Era un grido era un uragano, come canta Emidio Clementi ne Il primo dio, che non ha piegato la propria vita a logiche di sistema insensate di una società cannibale ed ha fatto della propria vita un punto di partenza. Che il non piegarsi a logiche che sono scelte tipiche della convenienza è indicativo dell’aprirsi alla speranza. Un contesto storico che taglia alla cultura. L’Accademia della Crusca che rischia. Le normali istituzioni addette ad una produzione culturale che rischiano. La concezione libera del pensiero che ha già subito tanto. È la solitudine meccanica dei nostri saluti seriali che uccide, ancora, affondando il colpo in quel gioco spersonalizzante del potere politico. Un intervento, sulle pagine di Paese Nuovo, una traduzione dall’inglese a cura di Luciano Pagano, portava testimonianza di uno studio. L’uso del denaro in un gruppo di scimmie. La scoperta della prostituzione. Lo svalutamento. È il crollo totale, ché di questo si deve parlare – e non in toni cauti – di quella società per cui è la totale oggettivazione della vita costruita sul sistema capitalistico che si monta l’estrema dilatazione umana. È una crepa. Un dirupo. È quello spazio che volto all’oggettivazione di una poiesi vitale necessita di presa di coscienza, consapevolezza, determinazione, è il politico e la classe dirigente tutta, contro il cittadino. E niente mezzi termini. Contrabbando Poetico è una presa di posizione. Di coscienza. È consapevolezza che il tempo per tornare indietro stringe. Col passare degli anni. E bisogna fare, e farlo ora. Mentre le strade per i nostri futuri sono sempre più strette e sembrano ricalcare la ristrettezza e inadeguatezza pratica delle strade reali, dei paesi o città italiane – che se giustificate, in alcuni casi, dal contesto storico proprio della loro realizzazione – sembrano invece, modellarsi, ora, sulla strutturazione di quelle vedute dei politici e della classe dirigente, tutta, incapace di leggere adeguatamente le istanze di mutamento sociale, ancorando la propria visibilità alla ristrettezza stradale di uno sguardo interessato che non va oltre il bene personale. E come le strade che si allagano e diventano inagibili alle prime spruzzate d’acqua – e nemmeno temporali – è la ristrettezza di vedute di quella classe dirigente che a forza di slogan intasca i nostri futuri. È il politico e la classe dirigente contro il cittadino. È la ristrettezza stradale di uno sguardo interessato che non va oltre il bene personale. Mentre il tempo per tornare indietro e fare qualcosa stringe. A mano a mano che passano gli anni. C’è questo che alle spalle si lega, in questa pratica di deoggettivazione – nel mentre Contrabbando Poetico si scrive, invece, sull’oggettivazione, per una liberazione del desiderio, della poiesi, di una supremazia poietica sulla fredda tecnica del fallimento politico-monetario.

Francesco CP Aprile
luglio 2011

Le foto sono di Valentino CP Curlante

Cronologia

Cronologia
2011-04-01 Francesco Aprile, Manifesto Contrabbando Poetico
2011-05-09 Erika Sorrenti, Manifesto New Action
2011-05-29 Valentino Curlante, Logo CP
2011-06-10 Fondo Verri (Le) – collegamento Skype, Roma – presentazione dei primi due manifesti del gruppo, performance “flyers”, performance “sedimentazione vocale della pluralità”.
(dal) 2011-06-10 Diffusione dei flyers a Lecce e Roma. Performance “stratificazione sociale dell’opera”.
(dal) 2011-06-17 Banconote, liberare la poiesi
2011-07-20 Cinema del Reale, Specchia (Le), Poetic urban action. Installazione sulla condizione umana della fuga, migrazione, attraverso la rilettura dello spazio: lo spazio urbano esterno diventa interno, il transitare, passeggiare del cittadino si sposta sul confine, capovolgendo i ruoli.
2011-07-22 Copertino (Le), at Porca miseria, Poetica dell’alimentazione
2011-09 Marco Politano, Manifesto, NO!
2011-08-04 Specchia (Le), durante un omaggio a Inge Feltrinelli, performance “assalto poetico” vicina ai criteri dell’arte parassita.
2011-08-07 Sound Res durante la performance di Lee Ranaldo, Palazzo Celestini (le), Contrabbando Poetico, flyers, assalto poetico, arte parassita
dicembre 2011 Il gruppo di Contrabbando Poetico si intreccia con Unconventional Press, fondata da Francesco Aprile e Cristiano Caggiula. Ricerca sui supporti e modalità fruitive dell’opera. Il supporto connota il contesto storico.
January – March 2012 Affittasi Versi, at Lecce-Roma
gennaio 2012 Roma – performance “Schede letterarie”
2012-03-16 durante il Putan Club, organizzato e curato daFrancois R. Cambuzat (L’Enfance Rouge), presso I Sotterranei (Copertino, Le), performance _Ho ancora addosso il silenzio
2012-04-04 Dichiarazione d’intenti. Affissioni per le strade di Lecce nei luoghi della disattenzione culturale
2013-2014 Snapshots Narrations, a cura di F. Aprile – C. Caggiula
2014 Contrabbando Poetico / Unconventional Press, 401. Collana di scritture sperimentali, ebooks, a cura di F. Aprile – C. Caggiula

Cinema del Reale 2011

cinema del reale, Performance

Cinema del Reale, Specchia (LE) – Castello Risolo, 2011-07-20

Azioni poetiche urbane:

Nelle strade. Piazze. Nei contesti urbani e disurbani del villaggio globale, interventi artistico-urbanizzati del gruppo di Contrabbando Poetico volti ad instaurare una relazione diretta fra la ricerca del momento artistico – della sua fruizione – ed il pubblico assorto nel contesto del festival.

Introduzione:

Tre parole chiave. Visioni passioni rivoluzioni. Poi. Uno spiazzo. La sera che scende lenta e si aggomitola sottopelle, fra i capelli e la luce incrostata dei lampioni. I vicoli stretti che si intersecano e sottendono lo sguardo alle visioni che – la luce alterata sui calcinacci e l’acciottolato intrepido luminescente dello spazio attorno genera e delega l’impossibile al semplice gesto del guardare che si colloca nella piazza comunicativa della polisemia e trascende l’istante.

Tre parole chiave. Visioni. Passioni. Rivoluzioni.
Un’installazione realizzata, da Contrabbando Poetico, in uno dei vicoli, dove lenta scende la sera, e l’acciottolato porta a Castello Risolo. Tre stanze. Per un processo di interiorizzazione dello spazio esterno che diventa interno. Tre stanze per tre parole. Ed ogni stanza. Un confine da oltrepassare, porsi nella condizione dell’oltre, del divenire, dell’essere, il cittadino, colui che varca un confine. Un confine. Come una porta. Uno stato. Una parola. Tre parole. Visioni passioni rivoluzioni. E rinascere in maniera diversa. Un percorso etimologico all’interno delle tre stanze reso poiesi dalle parole di Erika CP Sorrenti. La dimensione onirica del perdersi nel mentre si attraversa. E nella terza stanza. Rivoluzioni. Ospiti di Contrabbando Poetico sono Mahdy Mohamed Mahdy e Marianna Massa. Il primo è uno dei rivoluzionari di Piazza Tahrir in Egitto. Marianna Massa, invece, salentina, vive ormai da tempo in Egitto, al Cairo. Laureata in Lingue e Letterature Euro-mediterranee presso l’Università del Salento nel 2004/2005, consegue nel 2006 un Master in Studi Islamici presso l’Università “L’Orientale” di Napoli, si occupa di traduzioni, scritture per Tv e Cinema al Cairo.
Poetica della rivoluzione. Entrambi presenti nella terza stanza allestita da Contrabbando Poetico con un testo di Mahdy Mohamed Mahdy esposto in lingua originale ed in italiano, nella traduzione, appunto, di Marianna Massa. Mahdy Mohamed Mahdy traspone la rivoluzione nell’atto della creazione, attualizza la voce poetica di Piazza Tahrir. Un contesto storico nuovo. L’immagine, che richiama a sé piazza Tien’anmen, è quella di un ragazzo che ferma uno dei blindati che, con l’uso degli idranti, cercavano di disperdere i manifestanti. E poi altri. Tanti altri giovani in piazza a protestare. Mahdy Mohamed Mahdy è uno di questi. Di quei giovani che sono scesi in piazza Tahrir al Cairo contro il regime di Mubarak, stanchi di non gridare più, stanchi di essere esuli dal contesto. Esule. Da èxulem, formato da ex (fuori) e suolo, lontani dal proprio paese. Esule è chi, oggi, vive – ancora – sul territorio del proprio paese e non fa sentire la propria voce in quel quadro che è rappresentato da un contesto degradante, dove la società di massa lo è solo in tv ed i diritti sono ancora dei pochi. Esule non più soltanto chi è fuori dalla propria terra, chi ne è bandito, ma anche, l’uomo, gli uomini, che, dalla storia della loro terra vengono esclusi, martoriati da leggi e poteri che denigrano la politica in quanto tale per l’esaltazione orgiastica del delirio di onnipotenza, da narcisismo latente vaneggiato come proiezione della propria libido su sé, e trasmesso sulle reti del potere, della sottomissione dell’altro. Un contesto storico nuovo. Diverso. L’immagine è quella di WikiLeaks e Julian Assange che scardinano il tempo, l’ora, si inseriscono in maniera dialetticamente critica nell’uso dei new media, nello spazio di una comunicazione abortita dal potere, l’internettiano miroir dei giorni nostri, e celebrano i primi assalti al nostro tempo scricchiolante. E la rivoluzione corre sulla rete. Gli studenti italiani si organizzano con passaparola su facebook, così come quelli inglesi ed i giovani in tutto il mondo. Fino al mondo arabo, quel mondo, o parte di esso, che fino a questo momento veniva ignorato attraverso sistematica esclusione da parte dei nostri media dalla nostra quotidiana comunicazione. Così i giovani egiziani ci mostrano come sia possibile entrare in gioco nel proprio tempo, attraverso un’immagine, come scrive Mohamed Mahdy M., per cui senza di essa non avrebbe più potuto comunicare con il mondo. Quell’attimo, quella piazza, accendono le sue parole che, da un quadro, si fanno veicolo del quotidiano e si aprono alla rivoluzione, alla speranza, all’unione e scaturiscono di passioni e visioni la poiesi, la prassi poetica della rivoluzione come rivalutazione e sistematica messa in moto di sé in un continuo disfare l’orante della patina cupa dei giorni. (Francesco CP Aprile)

Percorso etimologico, o della poiesi del rinascere.

Visione. Crepuscolare. Abitudine a vedere nell’oscurità. Non osservare, vedere. Come nel mito platonico di un’età che puzza di ferro. Ombre scambiate per realtà, nella caverna conoscitiva di un’ umanità drogata d’ illusioni. Il lume d’una ragione che attende, spento. La dittatura dell’horror vacui, quindi la superstizione, le apparizioni mistiche, l’ignoto scambiato per miracolo, il miracolo scambiato per verità, sofismi, sofisti, null’altro. Pratiche di ostruzionismo contro la verità.Rappresentazione. Messa in scena della più scarsa qualità immaginabile. La tele-visione. Il divertissement. Volgere lontano da se stessi. I radar anti-uomo. Ci sono cretini che sono cretini.

Poi la passione, nel significato etimologico. Patire. Soffrire di inattività. Un soggetto assoggettato da un’anima concupiscibile che ringhia contro il bianco. Tracotanza. Uno stadio estetico di volgare perdizione. Le prostitute ripulite che bussano alle porte dorate dei piani alti. E le porte, che si spalancano. Volgere, ancora una volta, lontano da sé, in una nevrotica fuga dalla ragione prima, in un’animalesca ricerca di piaceri inconsistenti poi.
Ma anche pàthos, nella maniera più nobile in cui lo si possa intendere. Sofferenza che s’innalza al rango di consapevole accettazione della finitudine. E l’uomo stesso che si fa divinità. Febbrile volontà di potenza, che spiana la via all’intreccio armonico tra apollineo e dionisiaco.

Dunque rivoluzione, finalmente, nel senso di ritorno a sé stessi. L’equilibrio nel dualismo. La rinascita. E tutto si fa luce. Un percorso possibile.

Erika CP Sorrenti
2011-07-15

Stratificazione sociale

flyer, Performance

L’opera su flyer_ realizzata con tiratura di 8.000 copie diffuse, il 10 giugno 2011, attraverso stratificazione sociale, urbana, fra Lecce e Roma. Sui flyer della performance del 10 giugno 2011 sono presenti opere di: Valentino CP Curlante, Erika CP Sorrenti, Francesco CP Aprile, Cristiano CP Caggiula, Marco CP Politano, Teresa CP Lutri, Giuliano CP Ingrosso, Vanessa CP Bile-Audouard.

Contrabbando Poetico
venerdì 10 giugno, ore 21:00
Fondo Verri, Lecce – via Santa Maria del Paradiso
Presentazione dei Manifesti del gruppo di Contrabbando Poetico
Pubblicazione e diffusione, attraverso stratificazione urbana, dell’opera su Flyer nelle città di Lecce e Roma
Presentazione delle opere su Flyer

«Il mito greco di Narciso riguarda un determinato aspetto dell’esperienza umana, come dimostra la provenienza del nome stesso dal greco narcosis, che significa torpore. Il giovane Narciso scambiò la propria immagine riflessa nell’acqua per un’altra persona e quest’estensione speculare di se stesso attutì le sue percezioni fino a fare di lui il servomeccanismo della propria immagine estesa. Narciso era intorpidito». [Marshall Mcluhan, Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, 2008]

Contrabbando Poetico nasce dalla lettura di una situazione. Da una domanda. Contrabbando Poetico è una risposta. Una delle possibili risposte. Contrabbando poetico. La poiesi. Nell’accezione più ampia del termine. Dei suoi rifornimenti agli abissi disastrati dei nostri giorni. Diroccati. Defraudati. Derubati. Oggi_ che il governo taglia alla cultura. La mette in ginocchio. La mette al bando. Oggi_ che la politica ruba ai nostri futuri. Oggi_ che la messa al bando della cultura è legalizzata. Oggi. Contrabbando poetico. Frazionamento ed irruzione. Negli spazi della negazione. Degli. Spazi della negazione. Della poiesi furtiva, nascosta. Fotografata nell’attimo contaminativo delle esperienze e dei linguaggi e dei pensieri e dei mezzi e dei supporti e dei metodi e. Contrabbando poetico. All’azione. Nell’azione. In azione. Per l’azione. New action. Lavorare. Sui mezzi_ i supporti_ le modalità fruitive del nuovo millennio. Del nostro tempo. All’assalto delle modalità dell’azione poietica. Il Flyer. Il mezzo pubblicitario a basso costo ed alta diffusione del terzo millennio. The medium is the message (Mcluhan). La nozione di ritmo. Per cambiamenti strutturali di ritmo della diffusione e vita dell’opera. Poetica_ Narrativa_ Saggistica_ Giornalistica_ Visiva. L’opera su Flyer. L’opera sul pubblicitario. Nelle bacheche universitarie. E delle librerie. E per le strade. A cielo aperto. All’assalto poetico dell’indifferenza sociale. Per una stratificazione urbana dell’opera. Che sia essa stessa un fatto quotidiano, una norma sociale. Quotidianità e stratificazione. Flusso continuato dell’esistenza. Delle giornate. E dei cieli cancerogeni. Ammantati di niente. Sui nostri occhi. Mentre le colline passano. E sfumano al cielo rosso della battaglia. Mentre le ore deragliano. Mentre gli oceani s’infrangono. E palpita la vita. Nel caldo petto di una
nuova generazione. Armatevi poeti. Delle vostre parole. Contrabbando Poetico è una risposta. Un gruppo di giovani sotto i trent’anni con sede e diffusione a Lecce e Roma. Lo straniamento della narcosi sociale, la grande ripetizione internettiana, dettato dall’assoggettamento psichico dell’uomo, delle masse, verso il concetto di ripetizione. Stati di trance, ripetizione. Diciotto secoli prima di cristo, praticata in Cina. Baal, i profeti. Saltare per ore attorno all’altare. Ripetizione. Trance. Assoggettamento. I Druidi. Il canto delle nenie. Ore ed ore. Ripetizione. Ottocento-novecento. Lo straniamento. Del blasé simmeliano. La perdita di sé. L’arrampicamento dell’uomo, perfettamente sostituibile, lungo la scala dell’indifferenza sociale. La televisione. Le nostre vite sullo schermo incantato del padrone. Anni ’90. La musica techno. Sottocassa. Straniamento. Trance. Assoggettamento. Ripetizione. L’internettiano miroir. Il virtuale. La proiezione dell’intero mondo sulla rete. Lo specchio contemporaneo della narcosi sociale. La grande ripetizione.

Del gruppo fanno ed hanno fatto parte, fino a questo momento: Erika CP Sorrenti, Roberta CP Gaetani, Valentino CP Curlante, Marco CP Politano, Cristiano CP Caggiula, Teresa CP Lutri, Giuliano CP Ingrosso, Vanessa CP Bile-Audouard, Francesco CP Aprile.

Francesco CP Aprile
2011-04-01

Sedimentazione vocale della pluralità

flyer, Performance

Cronaca di un incontro.

Fondo Verri, Lecce, 10 giugno 2011.

Venerdì 10 giugno 2011. La stanza scura illuminata. Flyer intorno regalano virus compositi. Misto di rabbia, lotta, ricerca e declamazione. La rabbia che urla per un futuro che non smetta d’essere. L’incertezza delle urla svuotate in gola. Che rapide si assestano in una lettura iniziale, pensata da Valentino CP Curlante e realizzata da Erika CP Sorrenti, Teresa CP Lutri, Giuliano CP Ingrosso, Francesco CP Aprile, Vanessa CP Bile-Audouard, Marco CP Politano (presenti in sala) e Cristiano CP Caggiula – che, invece, da Roma in lettura multitasking attraverso Skype a destabilizzare alle spalle delle persone presenti al Fondo Verri di Lecce per la presentazione del gruppo di Contrabbando Poetico, e con intervento grafico di Valentino CP Curlante. Stratificazione vocale su scena teatrale e sedimentazione poietica della coralità che diventa voce unica, fonia-a-fonia, riportando l’accento sull’importanza della parola gruppo e dell’alterità da ricercare e rifondare, anche, attraverso stratificazione urbana dell’opera su flyer a destabilizzare e stimolare l’incontro con l’altro, da ricercare, anche, nella lettura unica di voci differenti che fanno gruppo in una scena che non è quella del personaggio, o dei personaggi, ma della pluralità degli individui in quanto uomini e coralità degli stessi. Poi, ancora, a seguire lettura di Vanessa CP Bile-Audouard di un testo introduttivo di Francesco CP Aprile che segna le tappe concettuali della stratificazione urbana dell’opera su flyer e della concezione di Contrabbando Poetico poi continuata attraverso i discorsi di Francesco CP Aprile ed Erikca CP Sorrenti che hanno dialogato su quanto da loro espresso nei due manifesti del gruppo, con ulteriore intervento di Marco CP Politano. A chiudere la serata l’esibizione live di Giuliano CP Ingrosso che ha presentato il suo disco, L’ideale.
Documentazione fotografica e video della serata a cura di Valentino CP Curlante e Roberta CP Gaetani.

Francesco CP Aprile
2011-06-12